Il diritto di prelazione sugli immobili

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Nella normativa italiana, per diversi contratti è previsto il diritto di prelazione sugli immobili, condizione di vantaggio prevista per determinate categorie di soggetti nei confronti di altre che progettano una vendita o una cessione.

Nel prossimo articolo cercheremo di capire innanzitutto che cosa si intende con diritto di prelazione e, in secondo luogo, in quali casi si applica.

Cos’è il diritto di prelazione

Come indicato dal nome, con l’espressione “diritto di prelazione sugli immobili” si intende il diritto di acquistare o affittare degli immobili in una condizione di vantaggio rispetto agli altri soggetti: chi intende vendere, prima di procedere sul mercato, deve interpellare i soggetti che, secondo le varie normative, hanno questo diritto.

In pratica, viene riconosciuta ad alcuni soggetti una sorta di “precedenza” sull’acquisto dell’immobile, sia esso ad uso abitativo, commerciale o ereditato; naturalmente, chi vende l’immobile lo deve proporre allo stesso prezzo di quanto lo metterebbe sul mercato. 

Vi sono due tipi di prelazione che si possono distinguere:

  • prelazione volontaria: viene riconosciuta tramite patto di prelazione, si tratta di un accordo tra le parti in cui al prelazionario (chi gode del diritto) viene riconosciuto il privilegio; nel caso in cui non sia rispettato questo diritto, il proprietario dovrà risarcire il soggetto in questione;
  • Prelazione legale: è prevista dalla legge e, nel caso in cui il prelazionante non rispettasse il diritto del prelazionario, quest’ultimo può chiedere e ottenere il riscatto dell’immobile.

Il prelazionario potrebbe anche decidere di rifiutare l’esercizio del suo diritto, non è obbligato ad usufruire della prelazione.

Diritto di prelazione sugli immobili

Le diverse tipologie di immobili e il diritto di prelazione

Come abbiamo detto in precedenza, sono diversi i contratti che prevedono diritto di prelazione; in questa sede esamineremo nello specifico la prelazione sugli immobili residenziali:

Diritto di prelazione sugli immobili residenziali

Per quanto riguarda gli immobili residenziali, il diritto di prelazione è regolarmente previsto nel contratto di locazione: più nel concreto, se il locatore decidesse di vendere l’immobile prima della conclusione del contratto, al locatore spetterebbe il diritto di prelazione, rendendo così impossibile al locatario vendere l’immobile prima di aver interpellato il soggetto in affitto.

Affinché si concretizzi il diritto di prelazione, devono verificarsi due condizioni:

  • Il locatore deve mostrare chiaramente l’intenzione di non rinnovare il contratto, con debita comunicazione
  • Il locatario non deve possedere alcun immobile di sua proprietà.

Inoltre, è bene ricordare che il locatore non può inserire nei contratti dediti delle clausole che limitino o inficino questo diritto e che, dal canto suo, l’affittuario ha tempo 30-60 giorni per decidere se esercitare o meno il diritto.

Ci sono dei casi tuttavia nei quali la prelazione non si esercita, come ad esempio quando il proprietario:

  • desidera vendere a terzi dopo la scadenza del contratto;
  • Vuole regalare o assegnare ad una società l’immobile in oggetto;
  • Desidera assegnare l’immobile ad un coniuge o un parente entro il secondo grado

Diritto di prelazione sugli immobili ereditati

Una particolare menzione deve essere fatta circa gli immobili che sono stati dati in eredità, per i quali il Codice Civile prevede che, se un erede intende vendere, deve prima consultare gli altri eredi e offre loro l’immobile in prelazione.

I coeredi possono anche rinunciare al proprio diritto, in questo caso l’immobile potrà essere venduto dal coerede senza problemi.

Abbiamo quindi esaminato con un breve articolo le dinamiche inerenti il diritto di prelazione sugli immobili ad uso residenziale, per maggiori informazioni o una consulenza specializzata, contattarci!